RECENSIONI

TAXIDRIVER - Dale P.

I Tasaday, con questo disco, possono tranquillamente entrare nel grande albo dei "gruppi geniali". Kaspar Project non uscirà nei negozi, sarà inviato a coloro che hanno "prodotto" il disco spedendo 3EUR alla band prima della registrazione del disco. Per tutti quei poveracci che non l'hanno fatto (ad esempio il sottoscritto) sarà data la possibilità di scaricarlo gratuitamente dal sito della band. Kaspar Project, oltre a godere del finanziamento di queste persone illuminate ha coinvolto musicisti di tutti i tipi (leggete nel sito di chi si tratta, ne vale la pena) che regalassero suoni, rumori e strumenti per poter cucire il disco. Sicuramente non avete molto le idee chiare ma vi ordino di scaricare il disco, perchè qualcosa di simile non lo avete mai ascoltato. Pezzi atmosferici che si alternano ad elettronica, jazz, industrial e noise per creare un magma sonoro inclassificabile ed allucinato. Qualcosa di molto vicino a sperimentatori del suono "naturale" come possono esserlo i Tribes Of Neurot o come lo furono i Throbbling Gristle, una sorta di colonna sonora per un film
immaginario che è la nostra vita. Potete rispondermi che per sentire certe cose posso benissimo affacciarmi alla finestra. E vi sbagliate. Perchè vi privereste di un'esperienza alienante nel suo essere così "reale". Un incubo che uscirà dal vostro stereo e che spaventa a pensare che sia stato creato da un essere umano. Ma, in quanto incubo, solo un essere umano può partorire.

http://www.taxi-driver.it/recensioni2003/tasaday.html

 

FREAKOUT - Roberto Villani

Dopo 20 anni senza notorietà o ti senti uno sfigato o la notorietà non ti interessa, e l’unica cosa che sta a cuore è la sentita necessità di spingere ancora più oltre le proprie già avanzate istanze creative, coinvolgere altre menti fertili, sperimentare nuove forme finanche di produzione di un disco onde farne saltare anche l’ultimo elemento di contatto con le logiche di mercato: il prezzo. I Tasaday appaiono nel momento in cui “barrate questa seconda casella”.
Ma “Kaspar Project” è qualcosa di molto più collettivo di qaunto finora possa sembrare. A partire dal meccanismo di produzione: chi prenota una copia la finanzia. Raggiunto il budget il disco si fa, a prezzo di costo, a chi lo ha prenotato (e se ho detto una cazzata Mirko Spino sarà pronto a correggermi via e-mail). Ed è anche su ww.tasaday.it se avete commeso il peccato (mi ci metto davanti) di non prenotarlo. 600 copie in tutto. Ma vuoi mettere avere il disco con annesso packaging handmade cartonato ruvido e cover art, vero e proprio pallino di casa Wallace?
Così come a suonare in “Kaspar” sono in tanti, tantissimi: A Short apnea, A034, Roberto Rizzo dei R.U.N.I., i “soliti” del giro Wallace e Bar la Muerte, compresi Bruno Dorella & Stefania Pedretti aka oVo e lo stesso Mirko Spino. E una pletora di altri “contributors”, piccoli grandi oblatori che hanno dato anche un frammento sonoro affinchè il disco fosse plasmato, così come lo possiamo ascoltare, dai Tasaday. O meglio assemblato, ma su questo tornerò più avanti.
Mentre scrivo cerco ancora di entrare appieno nella dimensione estetico-concettuale del lavoro. Non è facile. Un azzardo mentale mi suggerisce una logica di “ricomposizione dei contrasti”, tanto fra i suoni che tra questi e le immagini, la grafica. Da un lato abbiamo “L’Enigma di Kaspar Hauser” (film) di Herzog, lo sguardo folgorato dalla morte incombente dell’uomo in copertina, che poi nella inner sleeve giace, appunto, morto a terra, spalle all’assassino, senza volto, che si allontana (foto tratte dal film), e ancora il testo, in incomprensibile font “germanico”, dell’omonimo “lied”, il b/n con rare tracce di rosso nel colore. Un concept cripticamente nord/mittel-europeo d’altri tempi, greve ed, appunto, enigmatico, se non quasi lugubre.
Il sound. Difficile trovare se non delle “vaghe” direttrici: i brani, come anticipato, sono assemblaggi, non casuali, di parti che potrebbero trovare altra strutturazione/sequenza. Accertata quindi la logica cut-up e caleidoscopica/campionaria dell’opera (gli stessi titoli dei 13 brani sono parti di un unico composito discorso, così come tra gli stessi non v’è soluzione di continuità), un’individuazione più puntuale delle componenti sonore ci porta tanto a momenti (parecchi) di “stasi” timbrico-ambientale quanto a massimalistiche e succose parentesi in cui l’assetto strumentale rock va in free, e ancora frequenti intrusioni di parlato e rumori “estranei”, chitarra in slide, rari accenni di clarinetto, clangori industriali (la memoria non mi soccorre sul resto). Sound-processing ad libitum, come si conviene.
La ricomposizione (se mai c’è – l’interpretazione è squisitamente personale ed opinabile) è in quel che di inquietante, angoscioso, ossessivo, deformato, lontano e inspiegabile che un fantomatico regista folle sembra aver mirabilmente architettato, senza apparente logica alcuna, senza limiti espressivi, alla totale mercè di un ricettore/catalizzatore/riproduttore di fonti e informazioni quanto più disparate, con annessi disturbi di frequenza. Un viaggio psichico lucido e paranoico, alienante e affascinante, discreto e possessivo al contempo. Un ulteriore passo avanti nella lettura della realtà.

http://www.freakout-online.com/re_view.asp?id=23

 

KATHODIK - Marco Carcasi

Tasaday conferma il suo stato di snodo creativo imprescindibile nell'anoressico panorama musicale italiano, se non bastavano i tanti anni trascorsi nell'underground più oscuro a confermarci questo punto forse il progetto in questione potrebbe definitivamente far cambiare idea a più di uno scettico nei confronti della spinosa ed irsuta creatura battezzata Tasaday.
"Kaspar Project" è opera che idealmente prende forma nel 2002 coinvolgendo personaggi sparsi per il mondo indifferentemente dall'essere musicisti o meno che hanno donato il loro contributo audio al quale poi Tasaday ha rimesso mano stratificandoli ed amalgamandoli nel consueto tratto scabroso che contraddistingue da anni la formazione. Ma si è anche voluto andar oltre nel progetto in questione, si è pensato di spezzare la catena produttiva che comporta il costo talvolta assurdo di certe opere, si è deciso di tramutare i fruitori dell'opera in produttori della stessa coinvolgendoli nel percorso realizzativo che porta l'idea base ad essere supporto di silicio dai tratti argentati(il cd detto in termini più palesemente cristiani!).
I partecipanti hanno dato una quota finendo nel nutrito manipolo di produttori di "Kaspar Project" ricevendo copia del lavoro ultimato non potendo comprare che un massimo di 10 copie dello stesso impedendo in questa maniera la monopolizzazzione del prodotto da parte di un'unico distributore potenziale.
La Wallace da parte sua ha aderito inserendolo nel proprio catalogo con il simpatico numero 36 ma in realtà la tiratura limitata del cd è equivalente a quelle prenotate al prezzo di costo dai novelli produttori. Ma niente paura; il cd è interamente scaricabile in formato mp3 e ne consegue che il costo di un cd scaricato con tanto di bellina fotocopia della copertina equivalga in pratica alla quota versata dai sostenitori del progetto.
Ed ora largo alla parte puramente artistica, dicevo prima nel mezzo del mio incasinato commentare la genesi dell'opera di come la parte musicale viva di contributi sparsi e ciò potrebbe dare l'idea errata di un'informe massa sonora, per l'appunto potrebbe in quanto cosi non si rivela essere.
Tasaday è infatti un'organismo mutante che riesce ad inglobare in maniera assolutamente stupefacente ogni tipo di espressione avendo continuamente a che fare con la ristruttrazione del quotidiano e la voce che segna lo start ci recita: Più mi allontano e più mi avvicino, più mi allontano e più mi avvicino, poi un'attimo d'ombra ed il sole all'improvviso....
Perfetto, ma sul serio, ombrosa ed evocativa sublime scivolo prima dello scontro frontale robotico di Non Ho Ancora Veramente Capito che assolutamente prima colpisce e poi si scioglie in un maroso che pare di drones ed invece si rivela esser metronomico strazio quasi post punk.
Bagliori industrial che paiono dei Residents al rallentatore possiedono la struttura sibillina di Riuscirò Meglio a Capire Le Cose giusto quel tanto che basta per prepararti a quella vertigine chiaro-scura che si rivela essere Prima Ho Visto Il Mare dove un'inquietante fondale atmosferico viene stuprato da una battuta che se non fossero i Tasaday potremmo anche definire trip-hop mentre dietro l'angolo si annida uno scombinato fantasma di brano avant con struttura ondivaga e batteria in primo piano. In Come Fanno Nelle Processioni si annida forse il momento più intenso dell'opera con lento fluire di scenari acquatici che vengono smossi da impercettibili concretismi looppati che s'increspano di vibrazioni aliene in una manciata di minuti irripetibili e difficilmente udibili dalle nostre parti come altrettanto ribadisce il soffuso avant screziato di raggi lunari di E In Cima C'era La Morte.
Tasaday detta legge, forse ascoltata da pochi, eppur sempre legge; con la quale prima o poi bisognerà fare i conti tralasciando per un'istante il concetto di stabilità che regna fra un respiro e l'altro.
Scaricatelo assolutamente.....

 

MOVIMENTA

"L'enigma di Kaspar Hauser" è un film di Werner Herzog, in originale ben più eloquentemente intitolato "Ognuno per sé e Dio contro tutti". In esso - racconto tragico ma grottesco e surreale di insensatezza e crudeltà - si narra la storia, realmente accaduta nella Germania del XIX secolo, dell'incontro/scontro tra l'impietosa società e un uomo, completamente ignaro di ogni cosa ed incapace di parlare, cresciuto in totale distacco dal resto del mondo in una grotta. A questo gran film i Tasaday (gloria dell'industrial nostrano, fin dagli anni '80) si ispirano direttamente per comporre un cd capace di affermare un'idea ancor prima di essere infilato nel lettore.
Se il Kaspar di Herzog potrebbe diventare il simbolo dell'incapacità della società di rapportarsi col diverso, quello dei Tasaday è un diverso che dialoga direttamente con la società (seppur con una porzione limitatissima di essa), nel tentativo di sfuggire alla consuetudine del mercato: il cd in questione non è infatti disponibile nei negozi, essendo stato pagato (meglio: finanziato) in fase di produzione dai propri acquirenti, trasformatisi quindi in qualche centinaio di produttori diretti.
Andiamo per ordine: il Kaspar Project vede i Tasaday, prima di tutto, non tanto come autori quanto come "direttori artistici"; non come suonatori ma più come assemblatori: il materiale di base che compone il disco è infatti rappresentato da suoni dalla natura più svariata (senza fare distinzione tra rumori di vario genere e porzioni musicali), forniti in maggior parte da terzi, reclutati principalmente tramite internet (tra essi ci sono, oltre ad alcuni perfetti sconosciuti, componenti di vari gruppi del giro Wallace, oltre a qualche Klippa Klokka, Totemo Godzilla Riders, Logan, Creepmouse, etc,), e in un secondo tempo rielaborati e messi insieme dal gruppo. A questo punto, complice la beneamata Wallace, l'idea di coinvolgere più persone s'è spostata dalla produzione artistica a quella economica: il cd è stato infatti finanziato direttamente da circa 180 "produttori" (tutti diligentemente elencati all'interno della confezione del cd, e tra i quali c'è pure il sottoscritto), anch'essi coinvolti tramite la rete, i quali si sono preventivamente impegnati ad acquistare non più di 10 copie ciascuno al solo prezzo di costo produttivo, vale a dire 3 euro a cd.
L'idea è relativamente semplice e, di per sé, neppure del tutto inedita, benché radicale (pur senza avere la presunzione di dirsi rivoluzionaria): si tratta, in fondo, della pratica dell'autoproduzione a più voci (quanti dischi, nel mondo del punk, hc e affini, nascono dalla collaborazione di svariate etichette?) portata alle estreme conseguenze e trasformata in produzione collettiva.
E' la produzione musicale "indipendente" che, per distaccarsi dal mercato e quindi esistere "indipendentemente" da esso, diventa produzione in ogni senso, dipendente in maniera diretta e aprioristica al proprio pubblico, che si fa quindi più semplicemente committenza.
Al di là delle mie sterili elucubrazioni, un modo per coinvolgere direttamente il famigerato acquirente all'interno della catena produttiva, evitandogli di rimanerne semplicemente al termine, permettendogli forse di comprendere maggiormente l'intero percorso che, di norma, gli porta un cd fra le mani: uno spunto non da poco, in tempi in cui si fa tanto parlare di prezzi di cd e metodi più o meno eversivi e legali per aggirarli.
Il contenuto musicale del Kaspar Project non va però sottovalutato ed ignorato unicamente a favore dei propri presupposti: il cd in questione contiene un magma sonoro, lungo poco meno di 70 minuti, fortemente stratificato e scomposto, eppure strutturato e non necessariamente slegato, percepibile in maniera quasi unitaria ad un ascolto reiterato. Somme e sinfonie di suoni, tra sperimentalismi e minimalismi vari: rumori di ogni genere, interferenze elettroniche, riproduzioni casuali, sovrapposizioni di voci e drones, note slegate di veri strumenti musicali, etc.; il tutto intervallato da porzioni maggiormente consuete, con qualche momento di jazz-noise, tribalismi elettro-industrial, psichedelia acustica e riverberata, inquietanti fraseggi ambientali e così via. Un tutt'uno chiaramente impossibile da elaborare con facilità, che a molti potrebbe far storcere il naso, eppure affascinante nel suo insieme.
Il cd, come già detto, non si trova nei negozi e, ovviamente, non è più possibile partecipare alla produzione: nel caso vi interessasse averlo non vi resta che scaricarlo liberamente dal sito dei Tasaday, oppure farvelo direttamente cedere da qualcuno dei produttori.

 

 


 

 

MUSICBOOM - Luca Fusari

Il progetto musicale: non suonare una nota, o quasi. Farsi catalizzatori di musica altrui, raccolta in qualche mese di tempo dopo un appello alle fonti più disparate, farle rivivere copiandola, incollandola, ricostruendola.
Il progetto produttivo: estendere l’idea di ‘creazione collettiva’ alla realizzazione di un intero album, facendone una sorta di oggetto misterioso, per pochi e per il mondo intero: i pochi (relativamente), gli appartenenti alla piccola comunità di produttori esecutivi che, tramite il coordinamento della benemerita Wallace Records si sarebbero suddivisi le spese di stampa dell’album acquistandone le copie stampate; il mondo intero, una comunità a disposizione della quale mettere tutta la musica contenuta nel Progetto Kaspar, scaricabile gratuitamente dal sito dei Tasaday.
L’idea era ambiziosa, l’operazione è decisamente riuscita, sia dal punto di vista organizzativo (il disco esiste, la confezione è bellissima) che da quello artistico: Kaspar, buon selvaggio, idiot savant, oggetto misterioso, è apparso. Il lungo collage sonoro in 13 movimenti realizzato dai Tasaday (e da un folto manipolo di ospiti che hanno fornito la materia prima su cui lavorare) è assolutamente convincente ed efficace, altro tassello di quella ‘estetica della manipolazione sonora’ già rappresentata in molte uscite di casa Wallace (ultime in ordine di apparizione 2partiMOLLItremolanti e Dogon), estetica fatta di giustapposizioni rumoristiche, accoppiamenti giudiziosi e no, conversione del caos in musica e viceversa.
Questo quanto all’ascolto: in verità, ci riesce molto difficile descrivere questo album come fosse un lavoro qualsiasi, soffermandoci sulle qualità delle tracce o sulla sua riuscita come long playing: la sua genesi collettiva ce lo fa immaginare come il rumore delle mani e delle teste che vi hanno parecipato, un rumore nascosto dalla distrazione e mostrato al mondo dalla lucidità e dalla capacità di mettere a fuoco le cose (lucidità di chi? Di chi suona, di chi assembla, di chi ascolta, fae voi). E ciò che viene messo a fuoco (a ferro e fuoco?), in questo caso, non sono semplici accadimenti sonori, ma anche una riflessione sulle possibilità della produzione sonora: non solo ‘tutto è musica’, dall’abbaiare di un cane alla distorsione di un campione di batteria alla manipolazione elettronica, ma ‘tutti sono musicisti’ e produttori, e collaboratori…
Può anche essere che, vista così, questa sia una prospettiva utopica e un po’ ingenua, ma ci piace pensare che, in un luogo e in un tempo ben definiti – e con tutti i limiti e le forzature del caso – qualcuno l’abbia realizzata.

http://www.musicboom.it/mostra_recensioni.php?Unico=20030918093258

 

UNICA TV - Francesca Fini

Il progetto Kaspar dei Tasaday mi sembra lo scenario di un film postatomico. Sette alieni sbarcano sulla terra dove non esiste piu' vita alcuna, non ci sono piu' uomini, animali, alberi: solo deserto. Ma gli alieni riescono a catturare tutte le immagini e i suoni che ancora viaggiano dispersi nello spazio come fantasmi. Questo e' quello che ho immaginato ascoltando "Kaspar Project"; un'opera collettiva realizzata dai Tasaday elaborando i suoni inviati dagli amici di tutto il mondo. Il risultato e' un lungo racconto avvincente e surreale, da ascoltare senza interruzioni.

KRONIC - Roberto Bonfanti

Temo che per parlare degnamente di questo progetto e dei suoi infiniti risvolti musicali ed extra nessuna recensione potrà mai bastare: servirebbe come minimo un libro o almeno uno spazio di approfondimento apposito... ma lo spazio è quello che è, per cui proviamo a sintetizzare il tutto.

Innanzitutto è inutile che andiate nei negozi a cercare questo album: potrete avere il cd solo se siete fra coloro che hanno creduto nel progetto fin dall`inizio partecipando alla produzione del lavoro con la quota di 3 euro; Se non siete fra questi, l`unica soluzione è scaricarlo dal sito dei Tasaday dove sarà disponibile gratuitamente a breve.

Musicalmente si può solo dire che ci troviamo di fronte all`ennesima conferma della genialità (parola tante volte abusata ma mai come in questo caso meritata) di un gruppo che da ormai 20 anni porta avanti uno dei progetti musicali più difficili ed affascinanti del nostro paese e che questa volta sceglie di lanciarsi nel progetto (forse non inedito ma sicuramente interessante) di miscelare fra loro, dopo averli filtrati e rielaborati secondo lo stile dei Tasaday, spunti sonori raccolti fra amici (fra cui spiccano alcuni dei nomi più interessanti dell`avanguardia contemporanea italiana e non solo) e semplici ascoltatori.
Chi li segue lo sa già: quello dei Tasaday, più che un suono, è un vero e proprio universo parallelo inquieto ed instabile in cui migliaia di suoni che presi singolarmente potrebbero anche sembrare insignificanti o fastidiosi, si fondono fra loro in modo apparentemente folle; Nessuna apparente logica, nessuna melodia, nessuno spartito: solo un universo di fascinazioni sonore che, affondando le proprie radici fra i terreni impervi dell`avanguardia più estrema e rumoristica, divagano fra momenti schizzofrenici di rumorismo estremo ed altri più dilatati di psichedelia suadente ed ipnotica, fra fruscii stranianti, folli momenti percussivi ed incursioni di voci inquietanti (magica quella di Giambeppe Succi in "se imparando più parole"). un`alchimia impossibile da comprendere razionalmente, ma un mondo d`avanguardia estrema con cui si può solo cercare di entrare in contatto immergendovisi completamente e lasciandosi trasportare dagli umori delle atmosfere.

Lo devo ammettere: mi aspettavo molto da questo progetto, ma i Tasaday sono riusciti a sorprendermi ancora andando oltre le più rosee aspettative. Semplicemente magnifico. (16/6/03)
 http://www.kronic.it/dat_get.asp?sId=1495

 

SODAPOP - Andrea Ferraris

"E fu così che i Tasaday vinsero il premio Nobel". Il progetto Kaspar consiste in un CD stampato in seicento copie, non reperibili nei negozi, ma prenotate a prezzo di costo da ognuno degli individui il cui nome compare all'interno del CD. Come se ciò non bastasse, ogni traccia è stata ottenuta tramite l'assemblaggio di suoni e rumori prodotti, registrati ed inviati dai vari collaboratori che compaiono sull'altra interminabile lista contenuta nel booklet del disco. Fra quelli che si sono imbarcati in questa autoproduzione radicale degna dei migliori Crass compaiono gli Ovo al completo, i Jasminshock, Mirko Spino, A034, un po' di Six Minute War Madness, gli A Short Apnea, un Rollerball, dei R.U.N.I., Bugo ed altri personaggi più o meno famosi (fra cui anche il nostro dottor Grigis). La cosa che stupisce (anche se non più di tanto) del Kaspar Project è il fatto che un'impresa così grande sia stata supportata da un disco di pari livello. Il genere? Rispondere non è per nulla facile, anche se si potrebbe abbozzare che ci siano tracce avant-industriali (Quello Che Meno Vive In Me E' La Vita Stessa, Riuscirò A Capire Meglio Le Cose), isolazionismo (Se Imparando Più Parole, Prima Ho Visto Il Mare, In Cima C'Era La Morte), sperimentazione a base di 'field-recordings' (C'Erano Molte Persone, Salivano Tutti Su Questa Montagna) e poi musica concreta, elettronica sghemba, post-rumorismo ed un calderone pieno di chissà quant'altro. Gente come Mick Harris, P.G. Orridge, Chrles Hyward, Nurse With Wound, David Toop e :Zoviet*France: si sarebbe tolta il cappello di fronte ad un disco di questo calibro e non credo per nulla di esagerare. Possible dare forma ad un 'cut up' così radicale di modo che ne esca un disco omogeneo e di una così forte visceralità? I Tasaday risponderebbero di sì. Uno dei dischi migliori dall'inizio dell'anno, almeno per chi sta scrivendo.
www.sodapop.it

 

SVALEMOR - Dmitry Vasilijev

This album is actually mail-art project, conceived by highly respective Tasaday team in February of 2002 and announced through official website and mailing-list. Any sound submissions were welcomed, not only musical - there was even streetdogs barking, japanes rhymes, the damaged turntable scratching records, but also records of something one can consider as exotic instruments: bicycle chain, turkish saz, malfunctioning electronic gear, and even legendary ancient ANS synthesizer sounds provided by recluse russian composer Stanislav Kreitchi. In the beginning, there was a plan to publish Kaspar Project results on the net as mp3-album, but Wallace Records proposed to release it on CD as non-profit limited edition album. At that point, the project became open not only for musicians abut also for producers - everyone interested was able to take his part in producing 1-10 copies (3 Euro per copy) and get as much copies as he paid. All participants (both musicians and producers) got their copies (around 600 copies were pressed), but no copies will be available for free sale. The deadline was on 1st September 2002, and Tasaday musicians started to arrange materials and manipulate sounds, adding their conventional instruments and profound skills. But, as far as mail-art history goes, this is the most raw, noisy, nervous and unpredictalbe Tasaday album I know. The sleeve layout was done using some scenes from the outstanding film "The Enigma Of Kaspar Hauser" by Werner Herzog (1974) - the project title is also referred to it. Kaspar is a young man who spent all his life in the basement, knowing nothing about the world outside. When people found him at the age of 18, he cannot speak and he can barely walk, but he was able to write. Herzog's screenplay for Kaspar Hauser is based upon the man's diary (much of his writing is said to be translated literally into the dialogue). The power of the performance by Bruno S., an ex-schizophrenic that Herzog cast as Kaspar, cannot be underestimated. Whereas Hauser's history founded numerous books and studies of his behavior, Herzog's film instead considers how the man is treated. There is a profound philosophy at the base of Kaspar Hauser: How does emotional growth occur, deprived of any foreign influence, sociological, familial and otherwise? The idea of Tasaday album is obviously similar: most musicians are not familiar with each other, their musical treatment is uncompromizing and out of any standards. But what is common between them, what unites the forces is a mutual sympathy as predisposition. The Kaspar character speaks more about society instead of problems with this individual...
http://svalemor.chat.ru

Этот альбом есть не что иное как мэйл-арт проект, задуманный музыкантами в феврале 2002 года и анонсированный при помощи электронной почты. Для участия в проекте принимался любой звуковой материал, не только от музыкантов - это и лай бездомных собак в метро, и треск старой выброшенной кем-то пластинки, и японская детская считалочка, и записи различных экзотических музыкальных инструментов - велосипедная цепь, турецкий саз, испорченные электронные устройства, а также легендарный синтезатор АНС - его звучание было предоставлено российским композитором Станиславом Крейчи. Изначально планировалось опубликовать результаты рабоы в интернете в виде mp3-альбома, однако по инициативе Wallace Records было решено осуществить некоммерческое издание CD - проект стал открытым не только для музыкантов, но и для продюсеров. Каждый желающий мог оплатить производство от 1 до 10 копий (3 евро за копию), чтобы напечатать всего ровно столько копий, сколько было заказано. Все участники (продюсеры и музыканты) получили свои диски, заплатив по себестоимости, а в свободную продажу альбом просто не попал. К концу августа было собрано более сорока контрибуций, и музыканты приступили к обработке, стараясь привести всё это к более-менее организованному звучанию. Тем не менее, альбом получился самым резким, шумным, нервным и непредсказуемым, В оформлении CD использованы кадры замечательного фильма Вернера Херцога "Тайна Каспара Хаузера" (1974), давшего название проекту. Каспар - молодой человек, который до 18 лет всю свою жизнь провёл в подвале, ничего не зная ни о мире вокруг, ни о себе. Когда его нашли, он не умел говорить и едва мог ходить, но зато умел писать. Херцог писал сценарий, основываясь на подлинном дневнике, датируемом 1820 годом, а на главную роль пригласил не актёра, а реального психически больного человека. Существует много исследований и интерпретаций этой истории, описанных в книгах, но фильм Херцога заставляет задуматься о том, как происходит эмоциональное развитие человека в условии полной изоляции от внешних воздействий: социальных, общественных, семейных и т.д. Идея альбома Tasaday очевидным образом перекликается с сюжетом фильма: большинство музыкантов лишены представления друг о друге, а их музыка бескомпромиссна и не приемлема в стандартном понимании. Тем не менее, между ними всеми существует взаимная симпатия - как предрасположение. Личность Каспара говорит больше об обществе, чем о нём самом...

http://svalemor.chat.ru

 

AKTIVIRUS - Mauro Di Natale

Finalmente giunge a compimento il “Progetto Kaspar” e già il fatto che l'esperimento sia riuscito è un successone; dietro al fatto artistico ci sono probabilmente una serie di numeri da Guinnes da fare impressione: il disco con più produttori, il disco nuovo più economico, il disco con il maggior numero di musicisti/collaboratori coinvolti, il disco col maggior numero di musicisti/collaboratori tra loro sconosciuti coinvolti e chissà quanti altri ancora… Al di là di tutto, rendiamo merito al geniale ideatore di quest'idea, il vero produttore del progetto, colui che per vederlo terminato si è fatto il cosiddetto mazzo e se lo fa ogni giorno per mandare avanti la Wallace Records, che, sia chiaro è una passione e non un lavoro. Una passione che ha prodotto a tutt'oggi 37 lavori, quasi tutti difficilmente commestibili, ma quasi tutti suonati con passione e con grande desiderio di creare qualcosa di originale, di sperimentare,di ricercare.
In quest'ottica Mirko Spino ha pensato di coinvolgere non solo chiunque fosse interessato nella produzione di “Kaspar Project”, (ma non saranno certo i 3 eurini + spese di spedizione sborsati -che peraltro hanno dato diritto a ricevere cd originale in confezione digipack delux, con foto tratte dal film:”L'enigma di Kaspar Hauser” di Herzog, una chicca!- a fare di tutti noi dei produttori), ma anche chiunque fosse interessato a inviare campioni sonori o rumorosi raccolti ovunque capitasse, ci avrebbero pensato i Tasaday ad assemblare e mixare il tutto. Spazio dunque alle parole del “produttore esecutivo” e morale dell'operazione per illuminarci su questo pazzo progetto di cui tutti potrete godere a gratis scaricandolo direttamente dal sito
www.tasaday.it

Con “Kaspar Project” i Tasaday assemblano suoni parole e rumori prodotti registrati e inviati dai diversi collaboratori che hanno aderito al progetto. Il risultato è un miscelamento di varie tracce che vanno a generare le strutture sonore che compongono questo cd…. Questo cd non è in vendita, sono state stampate 600 copie equivalenti a quelle prenotate al prezzo di costo da coloro che hanno aderito al Progetto Kaspar in veste di produttori. Tutti i brani sono comunque scaricabili gratuitamente in formato Mp3 dal sito www.tasaday.it Lunga vita a Wallace Records.

 

DRIVEMAGAZINE - Lino Terlati

Continua l’interessante saga dei Tasaday, il gruppo culto degli anni ’80, con questo nuovo cd finanziato interamente da fans e da addetti ai lavori intitolato Kaspar Project. Ed è una conferma su come molto poco è cambiato rispetto agli esordi, non vi è nessun tentativo di commercializzare la musica e la sperimentazione e la ricerca vanno avanti. Il PROGETTO KASPAR nasce dai TASADAY i quali hanno deciso di far faticare altre persone (non strettamente musicisti) in giro per il mondo, raccogliendo "suoni" : cani in metropolitana, distorsioni, vinili rovinati, femmine ansimanti, prototipi di synth di 50 anni addietro e anche bassi chitarre e batterie... insomma..."suoni".
Il cd dura quasi 70 minuti e le chitarre hanno una parte predominante oltre ai loops e al materiale sintetico. In Come fanno nelle processioni, una dolce chitarra acustica dal sapore greco e hawaiano viene soffocata da compressori e vulcaniche erosioni. I suoni sono a volte più freddi che in passato, come una presenza aliena proveniente da un pianeta rimasto sepolto nei ghiacci.
La musica non subisce, però, nessuna classificazione e ancora splende in alto come in E in cima c’era la morte, tanto che Kaspar Project senza le costanti pressioni, è un lavoro anche rilassato con una sorta di romanticismo verso tempi che forse non esistono più. Quello che meno vive in me dopo una intro etnica si rivela un pezzo notturno con gli strumenti a tessere un tappeto che più oscuro non si può. Dopo qualche live e Con il corpo crivellato di stelle, Kaspar Project è il vero nuovo materiale della band. E' una logica prosecuzione del recente passato , una congiunzione con L’ultimo Tasaday, album di 3 anni fa. Tutta spire e aggrovigliamenti elettronici e lascivi sostenuta da bassi pulsanti e monocordi.
I Tasaday sono una band da accettare in toto: o li amiamo o li odiamo, non c’è via di mezzo. Il bianco e il nero come la copertina richiama. Aspettiamo di vedere dal vivo queste nuove elucubrazioni e, per il momento, un sentito grazie alla band per non essersi arrovellati su cover del passato o essersi riproposti nostalgicamente.

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